Abitudini e dipendenze

Quando un comportamento diventa difficile da interrompere, anche se sappiamo che ci sta facendo male, spesso non basta decidere di smettere.

Il lavoro psicologico aiuta a comprendere che funzione ha quel comportamento, che cosa lo innesca e quali meccanismi lo mantengono, per costruire modalità concrete e progressive di cambiamento.


A chi è rivolto

Quando un comportamento diventa difficile da controllare

Il percorso è rivolto a persone adulte che si ritrovano a ripetere comportamenti o abitudini che procurano sollievo, gratificazione o riduzione della tensione, ma che nel tempo iniziano a creare conseguenze indesiderate.

Può riguardare sostanze, uso della tecnologia, sessualità, cibo, gioco, acquisti o altri comportamenti ripetitivi. Il punto non è l’etichetta, ma quanto quel comportamento sta limitando libertà, relazioni, lavoro o qualità della vita.

Quando smettere non basta

Spesso il comportamento non si mantiene perché manca la volontà, ma perché svolge una funzione: riduce una tensione, interrompe un pensiero, riempie un vuoto, offre una gratificazione immediata o permette di evitare temporaneamente qualcosa di difficile.

Il lavoro serve a comprendere questa funzione e a individuare i punti nei quali il ciclo può essere interrotto, costruendo alternative realistiche e sostenibili.


Come si svolge il percorso

1. Comprendere il ciclo

Il primo colloquio serve a ricostruire quando compare il comportamento, che cosa accade prima, durante e dopo, quali situazioni lo attivano e quale sollievo o gratificazione produce nell’immediato.

2. Individuare i punti critici

Mettiamo a fuoco trigger, impulsi, automatismi e situazioni a rischio, osservando dove il ciclo tende a ripetersi e in quali momenti esiste ancora uno spazio per interromperlo.

3. Costruire alternative concrete

Tra un incontro e l’altro possono essere proposte strategie pratiche, piccoli cambiamenti e compiti di osservazione. Il lavoro viene poi verificato e adattato in base a ciò che riduce realmente la perdita di controllo e aumenta la possibilità di scegliere.


Quando il comportamento prende il controllo

A volte il problema non è la frequenza in sé, ma il fatto che il comportamento diventi la risposta quasi automatica a tensione, noia, solitudine, rabbia o altri stati difficili da tollerare.

Il ciclo può diventare molto rapido: qualcosa attiva l’impulso, il comportamento produce sollievo o gratificazione, poi arrivano conseguenze come senso di colpa, perdita di tempo, problemi nelle relazioni o il bisogno di ripetere ancora.

Durante il percorso osserviamo questa sequenza concreta e lavoriamo sui punti nei quali è ancora possibile introdurre una scelta diversa, senza affidarsi soltanto alla forza di volontà.


Modalità e tariffa

  1. I colloqui durano 50 minuti e possono svolgersi in presenza oppure online.

  2. La tariffa è di 70 euro a incontro, oltre al 2% di contributo ENPAP.

  3. Il numero degli incontri non viene stabilito in anticipo in modo rigido, ma definito in base alla situazione, agli obiettivi e all’andamento del percorso.

  4. Il lavoro viene verificato nel tempo osservando ciò che cambia concretamente nella frequenza, nell’intensità degli impulsi, nella capacità di interrompere il ciclo e nella possibilità di scegliere comportamenti alternativi.